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PICCOLI AVVERTIMENTI SU UN TERRENO MINATO

Più o meno in quel momento qualcosa di strano cominciò a tormentarmi. Si trattava di questo: avevo dimenticato qualcosa. Prima che arrivasse Dean ero stato sul punto di prendere una decisione, e ora mi era del tutto uscita di mente anche se ce l'avevo sulla punta della lingua della mente. Continuavo a schioccare le dita nel tentativo di ricordare. Ne parlai perfino. Ma non avrei nemmeno saputo dire se si trattasse di una decisione vera e propria o semplicemente di un pensiero dimenticato. Mi ossessionava e mi sbalordiva, mi rendeva triste. In qualche modo aveva a che fare con il Viaggiatore Velato. Una volta io e Carlo Marx ci eravamo seduti uno di fronte all'altro su due sedie, ginocchia contro ginocchia, e io gli avevo raccontato di un sogno che avevo fatto nel quale una strana figura di arabo mi inseguiva attraverso il deserto; avevo cercato di sfuggirgli; alla fine mi aveva raggiunto, proprio prima che arrivassi alla Città della Protezione. "Chi potrebbe essere?" aveva detto Carlo. Ci avevamo pensato su. Io avevo fatto l'ipotesi che si trattasse di me stesso, avvolto in un sudario. Ma non era così. Qualcosa, qualcuno, uno spirito, inseguiva tutti noi nel deserto della vita, destinato a prenderci prima che potessimo raggiungere il paradiso. Naturalmente, ora che ci ripenso, non poteva che essere la morte, che ci afferrerà tutti prima del paradiso. La sola cosa che ci fa spasimare nei giorni della vita, che ci fa sospirare e gemere e ci procura dolci nausee di tutti i tipi, è il ricordo di una felicità perduta, probabilmente sperimentata nell'utero materno, che può riprodursi (per quanto sia odioso ammetterlo) soltanto nella morte. Ma chi può volere la morte? Con tutto quello che ci stava succedendo io continuavo a pensarci in un angolo della mente. Lo dissi a Dean che riconobbe subito quella sensazione come desiderio di morte; e dato che nessuno di noi può pensare di tornare in vita, lui, giustamente, non voleva averci niente a che fare, e io su questo ero perfettamente d'accordo.

Sulla strada - Jack Kerouac

...e non aggiungo altro!

Pubblicato il 20/3/2007 alle 15.2 nella rubrica Diario.

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