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SOGNO, REALTA’ e…

Mi capita spesso di riflettere sul rapporto tra sogni e realtà soprattutto per il fatto che la mia vita onirica è molto ricca. Incubi di dubbia collocazione invadono il mio letto facendomi spesso ritrovare aggrappata al comodino come a un salvagente in pieno oceano. Annaspo verso il frigorifero alla ricerca di un bicchiere di latte e mentre cammino al buio mi ritrovo dentro una fredda grotta con strani rumori. Sto ancora sognando, urlo e mi risveglio. E così all’infinito… Spero questa sia la volta buona. Si, ci sono! Davanti al pc scrivo il mio post…

…È perciò con immenso piacere che accetto l’invito di Akiko e partecipo allo spinoso dibattito da lei aperto, ispirato da Kurtz e "moderato" da Sogni. Lo farò naturalmente seguendo la natura letteraria di questo blog e suggerendovi di leggere quanto sotto

Lettura dei sogni

Pur conservando le idee confuse riguardo al mio cuore, mi rimisi al mio lavoro di Lettore di Sogni. L’inverno avanzava, e non potevo rimandare oltre il tempo di rispondere. Concentrandomi nella lettura, perlomeno dimenticavo temporaneamente il senso di perdita che mi portavo dietro.

Più sogni leggevo, però, più cresceva in me una sensazione di impotenza di natura diversa. Per quanto mi sforzassi, non capivo quale messaggio avrebbero dovuto trasmettermi. Riuscivo a decifrarli, ma non a interpretarli. Era come recitare giorno dopo giorno delle frasi di cui non coglievo il significato. Come guardare l’acqua del fiume scorrere via. Non arrivavo a nessun risultato. Anche perfezionare la tecnica di lettura non mi era servito a nulla. Avevo aumentato il numero dei sogni che riuscivo a leggere, ma l’inanità di continuare in quella impresa era cresciuta in proporzione. Normalmente una persona, quando vuole ottenere un progresso, è in grado di compiere lo sforzo necessario, ma io no, non avanzavo in nessuna direzione.

"Non capisco proprio che significato possa avere tutto questo", mi sfogai con la ragazza. "Una volta mi hai detto che leggere i vecchi sogni nei teschi era il mio compito. Ma è un’azione che passa soltanto attraverso il mio corpo. Non riesco a comprenderne nemmeno uno di quei sogni, anzi, più ne leggo, più mi sento logorato."

"Dici così, però continui come se fossi sotto l’influsso di qualche incantesimo. Mi chiedo perché."

"Non lo so", risposi scuotendo la testa. Era vero chi mi concentravo nel lavoro per soffocare il senso di perdita, però mi rendevo conto io stesso che questo non poteva essere il solo motivo. Aveva ragione lei, sprofondavo nella lettura di quei sogni come stregato da qualcosa.

"Mi domando se non sia un problema tuo", aggiunse la ragazza.

"Un problema mio?"

"Penso che tu debba aprire di più il tuo cuore. Io non ci capisco granché in fatto di cuore, ma ho l’impressione che il tuo sia ostinatamente chiuso. I vecchi sogni chiedono di essere letti da te, quindi tu dovresti cercare di comunicare con loro."

"Perché pensi così?"

"Perché leggere i vecchi sogni significa proprio questo. Come gli uccelli se ne vanno a sud o a nord quando viene la stagione di farlo, il Lettore di Sogni deve continuare a leggere i sogni."

La ragazza protese la mano verso il tavolo e la posò sulla mia. Poi sorrise. Il suo sorriso mi sembrò una tenera luce primaverile che filtrasse attraverso le nuvole.

"Apri di più il tuo cuore, non sei prigioniero. Sei un uccello che vola nel cielo alla ricerca di sogni."

La fine del mondo e il paese delle meraviglie – Haruki Muratami

Vorrei essere un uccello che vola alla ricerca di sogni, usarli per una più chiara lettura della mia realtà. Mi rendo conto però che ascoltare il cuore coincide con la capacità di "essere presenti a se stessi", conoscersi a fondo. Difficile, molto difficile. Molto più spesso passiamo da uno stato di sonno cosciente a uno stato di veglia, in cui continuiamo a dormire. Volete che vi racconti un altro sogno? Impossibile. E allora decido di chiudere il mio post con un brano che farà molto piacere a Kurtz e che lo riguarda da vicino

Mi sembra di star cercando di raccontarvi un sogno – sforzo inutile, perché il racconto di un sogno non potrà mai dare la sensazione del sogno: quel miscuglio di assurdità, sorpresa e sbalordimento in un fremito di rivolta affannosa, quel sentirsi in balia dell’incredibile, che costituisce la più vera essenza del sogno… […] – No, è impossibile comunicare ad altri quel che proviamo dentro di noi in un momento qualsiasi della nostra vita – ciò che ne costituisce la verità, il significato – la sua sottile e penetrante essenza. Impossibile. Si vive come si sogna: soli…

Cuore di tenebra – Joseph Conrad

Troppo dark? Spero proprio di no!

Vostra affezionata

Marla

Pubblicato il 13/10/2006 alle 17.29 nella rubrica Diario.

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